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23.1.11

LITTLE MISS ITALY



Mi capita di suonare (anzi, mi capitava, visto che rispetto agli scorsi anni NON stiamo suonando un cazzo, grazie ai tagli ai comuni operati dal sig. lup. mann. Tremonti) in varie piazze del paese nelle torride serate estive.

Piazze meridionali calde, giovani ed entusiaste, piazze settentrionali più fredde, medidative et canute.

Ma in più d'una occasione nelle immobili piazze del Nord, davanti alle platee di vecchietti seduti e mezzo addormentati, schiere di bambini di varia età ballano volentieri sul nostro furore musicale.
Bambini che salvano con danze sfrenate e dadaiste, il senso del concerto e gratificano per un'ora e mezza il sudore che offriamo loro.

Spesso però, l'orrore ci si para dinanzi agli occhi.
Un orrore fatto di bimbette di un'età compresa tra i 6 e i 12 anni che si esibiscono a ridosso del palco come se fossero degli stacchetti televisivi.

Bimbette vestite come delle veline, truccate come dei viados, ammiccanti e seducenti come adolescenti in pieno fuoco ormonale.
Con buona pace dei genitori che le guardano con occhi pieni di orgoglio e soddisfazione.

Credetemi, vedere uno "spettacolo" del genere mentre sei nel turbine della performance è destabilizzante, triste ed agghiacciante.
Anche gli altri componenti della band concordano con me su questo punto.
Non si tratta quindi di un mio delirio di onnipotenza pedofila.

Ma questa è l'Italia e queste sono le veline, le ministre o le assessori del futuro.

Se poi davvero abbasseranno la maggiore età per venire incontro alle esigenze del Premier, siamo a posto, i conti tornano.
In ciò che hanno cominciato negli anni '80, era previsto anche questo.
Oggi.