Visualizzazione post con etichetta ITALIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ITALIA. Mostra tutti i post

19.7.13

UNA SERA QUALUNQUE





Torno a casa a piedi da un ennesimo concertino nell'ennesimo posto carino che è quasi l'una.

Guardo ancora Genova in una notte d'estate, le piazze stranamente vive di gente, me ne stupisco.
Un nutrito gruppo di sudamericani (qui c'è la più grande comunità di equadoriani d'Italia con pregi e difetti del caso...) di età variabile tra i 6 e i 60 anni giocano a pallavolo senza rete.
A 10 metri di distanza una manciata di umani dello Sri Lanka giocano a pallavolo anche loro ma con una rete legata ad un albero e al palo della luce.
In un bar 50 metri più in là addirittura una trentina di persone dell'est Europa cazzeggiano con sette otto bambini tra gridolini, risa, birre, caffè, sigarette e sedie portate da casa perchè quelle del bar non bastavano.
Di italiani neanche l'ombra.
Di genovesi neanche a parlarne, ci mancherebbe altro, non hanno tempo da perdere, è venerdì.
Ma non pensiamo subito male, suvvia, potrebbero esserci anche validissimi motivi a causa dell'assenza d'italiche genti...
La replica del crossover tra Cesaroni e Don Matteo...?
Bruno Vespa con un inedito delittuoso plastico...?
Qualche partita di pallone...?
Politici che parlano di troie e troie che parlano di politici per convincere il popolo intero che lo stato di Pre Morte è necessario all'Italia, perchè l'Europa lo vuole...?
Nuove figure di merda internazionali da minimizzare, invidiare, assolvere...?
Infinite rassegne stampa di notizie fasulle, ipnotiche, calendarizzate alla perfezione da fior d'illusionisti...?
Un bel rosarione olimpionico del NuovissimoPapaCoraggioPiùBuonoDelMondo...?
Spiare gli extracomunitari da dietro le persiane misurando i decibel per poi chiamare gli sbirri e lamentarsi degli schiamazzi notturni...?
Bestemmiare impotenti e in lacrime...?
SanremoMissItaliaSerataPadrePioAlBanoComeEravamo da non perdere assolutamente...?

Ecco: come eravamo prima che ci mettessero in ginocchio...
Troppa fatica ricordare i bei tempi, meglio dimenticare.
Ma nuovi semi germogliano mentre vecchie passioni muoiono.
Con buona pace di chi si ostina a non voler capire che è impossibile possedere le vite degli altri.

27.6.13

PONTIFICARE



... o meglio: costruire ponti, annullare distanze, stringere collaborazioni, armonizzare energie, farsi forza a vicenda, improvvisare d'istinto, osservare navigazioni, essere ricettivi, disponibili e attenti al nuovo...
Perchè tutto sommato:


Ancora dissolvo recinti e certezze,
libero da mete, partenze e appartenenze,
cosciente che il luogo dove sempre vado sono io stesso.


E ancora mescolo le coordinate, 

indipendente da luoghi, beni e circostanze,
sicuro e appagato del viaggio,
a favore dell'ignoto e dell'incontro.



Lo gnomo italiano di Wroclaw sarà il primo rappresentante extra-polacco della comunità gnomesca della città (sono oltre 200). Tutto ciò diventa realtà grazie all'impavida costanza di Marcello Murgia (http://unitalianoawroclaw.blogspot.it/), all'intelligente generosità dei partecipanti alla raccolta fondi on line necessaria per la realizzazione della scultura ed alle mie progettazioni grafiche.
Ben 49 benefattori hanno permesso di raccogliere l'importo di 1600 eurini grazie al quale, all'inizio di Agosto, nascerà uno gnomo in ottone che simboleggi il meglio dell'italianità.
Certo, alcuni storceranno il naso perchè volevano il gesto della mano "a pigna", la Fiat 500 al posto della Vespa, la pizza anzichè gli spaghetti ma... non era possibile accontentare tutti.


Inanzitutto questa è WROCLAW 
detta anche la Venezia della Polonia



E questo un breve approfondimento storico sugli gnomi:

"Se siete stati a Wroclaw li avrete sicuramente visti. Queste piccole, innocue, mute creature sbucano ad ogni angolo di strada. Sono rappresentati nelle mansioni tipiche delle professioni piú comuni: c’è il muratore, il pompiere, il macellaio, il guardiano, la birraia, il postino, quello che offre un gelato, qualcun altro tiene un girasole.

Wroclaw è la cittá degli gnomi. Oltre ad essere una trovata originalissima e un potente strumento di marketing, queste simpatiche e spiritose sculture di bronzo hanno una storia precisa. Durante il periodo di piombo attraversato dalla Polonia negli anni Ottanta, infatti, i militanti di un movimento artistico surrealista underground, noto come Pomaranczowa Alternatywa (alternativa arancione), cominciarono a disegnare gnomi sui muri ogni qualvolta il regime comunista si affrettava a cancellare sugli stessi gli slogan e le scritte contro le autoritá. Gli gnomi acquistarono quindi immediatamente una valenza politica e diventarono un modo geniale per opporsi pacificamente ad una realtá quotidiana fatta di violenza e soprusi.

Nella Wroclaw di oggi, gli gnomi sono diventati una presenza che permette di visitare la cittá in un modo totalmente diverso. I piú piccoli ne vanno pazzi, i turisti vanno a caccia di gnomi con in mano cartine che ne segnalano la posizione, te li trovi davanti quando meno te l'aspetti e sono dei veri e propri punti d'incontro!"


Altresì orgoglioso di aver organizzato in armonia con l'amico Pier de "Il Pasto di Varsavia" (https://www.facebook.com/ilpasto.divarsavia?fref=ts) un piccolo live degli ANKAMAGRA (https://www.facebook.com/Ankamagra) per contribuire concretamente alla raccolta fondi sensibilizzando l'indolente inerte dormiveglia dei genovesi e delle loro rade risate a denti stretti. La raccolta ha fruttato 105 eurini.


Il primo concreto passo verso il multiverso è compiuto.
E adesso tutto il resto.








15.12.12

NAZI ONE




Certo che la nazione è stanca davvero.
Allo stremo.
Un punto interrogativo al minuto.
Mondi paralleli come le terre numerate dei fumetti di supereroi convivono forzatamente sulla crosta terrestre. E sulla penisola dei bagonghi.
Parole come rospi e serpenti dalla bocca di tutti, me compreso.
Ma quel che posso dire io, non ha il peso di chi muove fili in generale.
Fili grossi, fili piccoli, filamenti che siano.
E nuovi ciucci glamour da succhiare e tenere al collo per fumatori trendy o privi di palle e volontà.
Gente privata delle palle e della volontà che s'abbandona al nulla di una sigaretta elettronica vivendola come un peccato, quasi a nasconderne il gesto nel ciucciare il tubicino, con convulsa vergogna come tradizione cattolica© impone.

Quindi ultimamente, vuoi anche che mi son rotto di molto i coglioni di quest'aria fessa, preferisco tenere un basso profilo in netta antitesi "al profluvio di scoreggie che già profuma l'aria (cit.)".
Un profluvio di scoreggie che dal fumettomondo si sposta sui palchi musicali, dai ricevimenti alle gallerie d'Arte, dai teatri ai parlamenti, dalle strade alle case, dal cucchiaio alla città (questa chiosa la capiamo in tre ma vi aiuto. Bauhaus...?).

E nell'intimità delle nostre stanze bastano oramai una manciata di frasi scritte con getto sincero su un social o similia per scatenare ira (e invidia dell'altrui anarchia di vita e d'espressione) in ogni dove, a seconda della percezione dell'interlocutore col culo stretto e più o meno stressato.
Interlocutore che può essere anche un conoscente, non per forza un estraneo a cui si parla via mail.
E bella fregatura anche le mail.
Ma stiamo allegri.

L'Italia è una repubblica di matrice mafiosa.
Mafioso è lo stato e mafiosi i partiti con tutte le diramazioni del caso.
E tutti gli allegri compagnucci della parrocchietta.
Lo ha quasi capito anche lo scemo del villaggio, seppur continui a preferirsi allineato per nulla rischiare.
Mafiosi, spesso e volentieri, sono i rapporti interpersonali fatti di aiuti a te, aiuti a me, non ti sputtano a te, non mi sputtani a me. Tutti contenti e ci piace così.
Che poi, girato l'angolo, spenta la luce, chiusa la porta, non gliene frega più un cazzo a nessuno.
Come maestra politica Italia insegna.
Si, una bella sega.
Dove sta la verità?

Dietro ad ogni interpretazione ella vive e difficilmente s'accorda.
Perchè l'aria ha odore di convenienza e favore (da ricambiare prima o poi, come i regali di Natale) a meno che l'istintiva percezione amichevole che si ha con pochissime anime affini sollevi dal senso di colpa latente che ci hanno inculcato fin dalla tenera età i cari timorati genitori e il sistema cattolico fascista di cui tanto va fiero il bravo cittadino.
Inocula il mio germe borghese.
No grazie, semmai ripasso.

E poi un gran scaricare barili in ogni dove, sport nazionale in cui l'italiano eccelle anche a giro pel mondo. Furbetto mirabilmente sdoganato dalla storia degli ultimi trent'anni e sapiente collezionista di figure di merda davanti al normale senso civile delle nazioni in cui si reca in visita.

I danni culturali sono incalcolabili, così enormi dall'essere obliati in toto per evitar sbattimenti.
Meglio continuare a foraggiare la giusta merdosità che tanta sicurezza continua a garantire al popolino che produce, consuma, crepa.
Calcio, culi e cazzate.
Soldi, sesso e successo.
Son banalità talmente disarmanti che ribadirle mi par cretino.
Eppure...

Lo scollamento tra generazioni è conclamato.
Gli anziani genitori, terrorizzati dalla mancanza di un Padre Pio© (che brilli più che altro sulla carta da culo delle infami ributtanti riviste di gossip e cultura da sala d'aspetto di medici e parrucchiere) in carne ed ossa che possa confortarli con pezzuole inumidite di sputo taumaturgico, con vincite milionarie alla Lotteria e alle Slot da tabaccheria, angosciati da indecifrabili pagine economiche intonate dall'amichevole apparecchio televisivo, sono definitivamente schierati in formazione difensiva e vomitano mortifera inerzia sui figli e sui nipoti, putroppo ancora vivi, vispi e proiettati ostinatamente verso un futuro del fare cose.

La gerontocrazia non ha pietà e ragiona con la morte a braccetto.
Anche quest'anno l'Italia è il paese più vecchio di tutta l'Europa.
Anche quest'anno la Liguria è la regione con più vecchi d'Italia e con un'età media di 48 anni.
E la mia generazione è stata cancellata, non pervenuta.
I ventenni invece gli servono temporaneamente per riempire le pagine della militanza e della dissidenza studentesca, per l'opinione pubblica.
Come possono dei vegliardi arraffoni over 60 suscitare in me (e in chiunque altro italiano razionalista sotto i 45 anni) un sereno sentimento di fiducia e legiferare pro futuro nazionale...?
Perchè devo morire costretto da un'anestetica sospensione quotidiana in una città che somiglia a una latrina a cielo aperto, con servizi inesistenti, costo della vita tra i più alti del paese e dove è diventato difficilissimo anche spostarsi con i mezzi pubblici...?
Come posso guardare il mio figliolo e proiettare su di lui l'indotto inerte immobilismo nazionale...?
Con quale etica e coraggio di padre...?

Ok, basta così.
Mi organizzo.
Si cominci il 2013.

30.9.12

EIDOS



"IDEA", EIDOS, viene da IDEIN, "vedere", si riferisce a un sostantivo con due significati:
- una cosa vista come forma
- un modo di vedere, una prospettiva

Le nostre invenzioni quotidiane cominciano come idee da cui successivamente deriva il potere materiale.
Ciò che non coincide è pensare ad un inventore come a un individuo prigioniero di altrui ignoranze, inerte, stressato, rabbioso, "grasso come il burro credendo d'esser potente come un fucile" citando Goering.
Il fatto che oggi ci immaginiamo come una nazione di vittime generiche denota il vuoto spirituale della nazione stessa.
Certo, non siamo un popolo che la sera tira tardi a parlare del sol dell'avvenire, preferiamo piuttosto obliare il vittimismo stesso con la collaudata ricetta tutta italiana a base di chiappe, calcio, gossip, PadrePio©, melodrammi e tragedie.

Osserviamo ancora l'idea, stavolta in trasparenza.
Ci si trova spesso convinti, da un'umanistica illusione, di esser noi a crearle con la nostra testa unica e irripetibile, con lo sghiribizzo egoico e spocchioso di chi è convinto di metter a guinzaglio la libertà del fulmine, ma: "Noi siamo vissuti dai poteri che vogliamo far credere di capire" (W. A. Hauden)

L'idea è immortale, non si abbatte, contrariamente allo stanco ideatore.
Al massimo, se dovesse soccombere, cambierebbe semplicemente veicolo, strumento, contenitore.
E continuerebbe a vivere indisturbata per decenni in qualche ripostiglio della mente, pronta a spuntar fuori a cambiare visioni, a darci una sveglia all'improvviso.

Ma domani..?
Saremo alfine stanchi degli ambiti mentali ai quali siamo affezionati e pronti alla devastante forza distruttiva delle nuove idee..?
Certamente non applicabili in prima battuta sul territorio italiano, oramai ampiamente contaminato dal vuoto e dall'inerzia.
Ma c'è tutto un mondo intorno.

9.6.12

MUSICARELLO ITALIANO


Sei un musicista.
Sei uno figo.
Allora sei uno che piace alla gente, uno divertente.
Allora dai, vieni nel mio locale a suonare.
Quanta gente mi porti...?

Prima si poteva parlare quasi di un lavoro.
Aveva senso suonare e sbattersi per farlo, si osava pensarlo in un divenire costruttivo, perlomeno nella stagione estiva, ricca di feste di piazza e festival di vario spessore.

Alla luce scura dei nuovi andazzi del BelPaese, essere musicista oggi ti piazza direttamente alla stregua di un cane senza fissa dimora.
Attenzione, non di un cameriere di catering o barista del locale ove ti esibisci, che comunque ha accesso al bar, al cibo che gli garba, e mal che vada saranno di sicuro pagati all'ora per il servizio della serata. No.

Si è divenuti, nel tempo, come docili animali da compagnia, anche vagamente rompicoglioni e invadenti, che se ti allungano un poco di pasta su un piatto di carta è tutto grasso che cola.
Una bottiglia di vino cancarone..? Un lussuoso privilegio.
Si deve essere, però, sia ben chiaro a tutti, a disposizione per un intero pomeriggio/sera ad un prezzo stracciato, ridicolo, insultante.
Dopo ore e ore di prove, dopo il tradizionale carico/scarico strumentazione dal furgone (con sole o pioggia non importa) e tutto il resto.

Per quanto riguarda il prezzo, che sia un amichevole elemosina o meno è frutto della cattiva abitudine di considerare il musicista un simpatico e strano personaggio che si diverte a priori, e diverte anche il pubblico intrattenendolo...
Si potrà quindi, per la tranquillità della massificata percezione popolare, fare a meno di ragionevoli cachet, perchè la soddisfazione personale, di questi tempi straniti, è già un bel pagamento. Soprattutto in virtù della grande tradizione cattolica italiana basata sull'inadeguatezza, sulla vergogna e sul sacrificio.
Oppure, se il gestore del locale è un amico con cui si ha piacevolezza d'intenti, allora posso essere io (e solo io, nel senso di gruppo che suona) ad accondiscendere, contrattare, accettare un compenso sotto il livello normale. Per amicizia, stima.

Ma quest'ultima opzione suona romantica, rara... e in giro ci sono personaggi ben peggiori.
Persone che hanno imparato dai figli di puttana professionisti ad approfittare banalmente dalla mitologica, insormontabile CRISI d'inizio secolo, dimezzandoti il cachet e pretendendo corteggiamenti e salamelecchi con mezzo metro di lingua fuori, perchè comunque ti fanno suonare. Ti danno un senso. Altrimenti tanti saluti e te ne stai a casa.
Chiameranno piuttosto il ricco, annoiato personaggio, che è magari anche loro cliente abituale, che verrà a suonare anche gratis, uccidendo così ulteriormente, un mercato già cimiteriale.
Tanto ci sarà sempre, un Bertoncelli o un prete, a sparare cazzate.

Non mi dilungerò sulle nuove razze in voga dagli anni '90, di nuovi spietati gestori, che tengono su vassoi d'argento mitologici DJ perchè gli riempiono il locale e le casse di consumazioni.
Una logica esclusivamente basata sul profitto, che premia solo il quantitativo di pizze, birre e panini scontrinati in cassa, al posto di una costruttiva proposta culturale.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE, SECONDO LEGGI VIGENTI, L'ESIBIZIONE DAL VIVO IN UN LOCALE PROVOCA UN ABBATTIMENTO DELL'IVA ALL'ILLUMINATO GESTORE DEL LOCALE.

Vi siete mai domandati come mai in molti locali, è possibile trovare personaggi con una tastierina, nascosti da un lato, in ombra, che fanno finta di suonare ma mettono in realtà dischetti registrati..???
Ricordiamoci sempre che in questa caricatura di paese, ogni leggina che i parlamentari ci donano, viene subitamente aggirata.

Da qui lascio l'intelligenza di ognuno, meditare opportuni pensieri.

Anche per questo l'Italia è un posto culturalmente impreparato al futuro e peggiore di prima.
La scusa della crisi è allettante per tutto il sistema parassitario che fa del profitto (costruito ad arte sul culo dei miserabili, musicisti in questo caso) l'unica ragion d'esistere.

Anche per questo motivo, potrà sembrar banale, sono meno felice del mio paese d'origine.
C'è da dire che in altre nazioni NON è così.
Basta saperlo.

24.11.11

L'ALTRO MONTI


Non volevo davvero commentare questo libro.
E in un certo senso non lo commenterò.
Basta sfogliarlo e si commenta da solo.
Pgine (per modo di dire) fatte senza amore, senza tecnica, senza professionalità, senza gusto
se non quello per la noia, la solitudine, la sfiga, l'incomunicabilità, la morte.

E si che lo hanno preso pure in considerazione per farci un film.
Che non ho visto e che non guarderò MAI.
E lo avranno anche pagato per questo..!!!
E se va bene lo hanno anche premiato, che non vuol dire una grandissimasega, ma tant'è.

Il fumetto però l'ho avuto tra le mani perchè me lo hanno prestato.
Dopo la metà ho smesso.

Qui si piglia per il culo la gente.
Meno che, chiaramente, chi da una lettura del genere si senta consolato, accarezzato, rassicurato, felice.
Un po' come ascoltare la Pausini e dire che canta bene.
E non venite a parlarmi di avanguardia e sperimentazione.

Mi informo un poco in rete su chi sia l'autore del suddetto, e trovo queste sue dichiarazioni, che copioincollo paro paro dal blog chiamato smokyland.
http://smokyland.blogspot.com/2011/11/il-fumetto-non-se-lo-caga-nessuno.html

LeggeteVeLe, e non servono altri commenti.

-------------------------

Alla domanda riguardo suoi nuovi lavori rispondeva in modo "evasivo" e incalzato da un "Solo una questione di tempo…?" replicava con "Non solo. Ho bisogno di cambiare: l’idea di mettermi al tavolo da disegno mi fa venire il vomito ora. Ho bisogno di muovermi, andare in giro, parlare con persone, vedere posti."

altra domanda… come lui è arrivato a fare i suoi primi racconti a fumetti…
Monti: Vabbè, ho cominciato un po’ per caso. Ho sempre letto poco Fumetto, non leggo Fumetto, non mi interessa neanche più di tanto. Ho incominciato a interessarmi quando ho cominciato a disegnare. Proprio perché… visto che io sono l’unico italiano e penso che la situazione sia un po’ diversa negli altri Paesi e gli altri autori abbiano dei percorsi diversi. Io credo che forse varrebbe la pena di chiedersi perché un autore in Italia non può campare facendo questo lavoro. [applausi dal pubblico]
Io credo che degli autori italiani un dieci per cento, forse, campa, e non credo neanche alla stragrande, facendo questo lavoro. Gli altri lo fanno bene o male perché hanno i genitori che magari li sostengono oppure lo prendono a livello di mezzo hobby… Ed è così. Io poi ovviamente ho smesso, perché non c’è possibilità di portare avanti un progetto del genere. Ed è ovvio che magari mi piacerebbe andare avanti, perché tutto sommato è una cosa che mi riesce bene e c’è quel famoso detto “se uno ha un talento, non dovrebbe sprecarlo”.
Ma poi alla fine parlano i numeri, e la realtà italiana è questa, una realtà molto triste. Nel senso che il Fumetto non se lo caga nessuno. [risate dal pubblico]
Non è solo quello il problema… mi rendo conto che anche la gente che legge Fumetto, secondo me, legge per la maggior parte stronzate… e quel poco di buono che c’è, passa inosservato. Non c’è nessuna forma di sostegno, non so… neanche da parte di Enti culturali o meno per delle iniziative interessanti, dal punto di vista culturale.
Così insomma… io smetto. E comunque non capisco molte cose. Certe cose non le ho vissute direttamente ma le ho sentite tramite persone o da operatori che lavorano seriamente nel settore.
Però la realtà è veramente triste, tristissima.
Il panorama culturale italiano è pietoso.
Ma non lo dico io perché ho del risentimento, perché mi tocca smettere.
Insomma… questo è quello che penso. [applausi dal pubblico]

--------------------------

Ecco, allora vai in giro a vedere posti che qui non c'è bisogno di te.
Siamo a posto così, grazie.

26.6.11

CARS 2 - recensione minima



A differenza della prima pellicola, questa ha una storia assai più complessa per essere assimilata da un bimbetto di 5/6 anni, a cui ancora piace "solo" vedere le macchine correre, ridere di cose surreali e buoni sentimenti sparsi e con moderazione.
I signori DisneyPixar non hanno tenuto conto dei piccoli ma solo di quelli che erano piccoli ai tempi del primo film, e che quindi ora, si presume siano più grandi e capaci di narrazioni più complesse.
E alcune cose (parecchie) sono addirittura solo per gli adulti...

Comunque, preamboli a parte, ecco i concetti base.



I biocarburanti sono buoni e la benzina è cattiva.
Le vecchie macchine a benzina non vogliono morire: non è un paese per vecchi(e) macchine a benzina...
In Italia l'unica persona che comanda è il Sig.Papa che compare in un paio di situazioni come persona più importante del paese, venerato e festeggiato come un re dal popolo meccanico.
In Inghilterra comanda la regina che è una vettura rincoglionita.
In Francia ci si sofferma invece sui monumenti anzichè su figure allegoriche di cui sopra.



A Radiator Spring ci stiamo in tutto una decina di minuti o poco più, suddivisi tra inizio e fine film.
Chi si aspetta che questa sia un'avventura di Saetta McQueen che fa un sacco di corse si sbaglia, il protagonista della vicenda è Cricchetto e la sua inettitudine che poi invece scopriamo essere un pregio.



La narrazione e l'intenzione è quella di un film di James Bond, una spy story e la macchinina più figa di tutte (anche caratterialmente) è quella dell'agente segreto che ha anche le uniche sequenza spettacolari.
Il tanto pompato (e atteso dai bimbi) Francesco Bernoulli, macchinina da corsa italiana che parla in napoletano (talvolta troppo stretto per essere compreso dai fanciulli della Padania) e avversario di Saetta in ogni corsa si rivela una delusione, è una triste descrizione caratteriale dell'italiano sbruffone, mammone, odioso, borioso e rompicoglioni.



Evidente è che l'Italia e gli italiani, in questo film, ci fanno la solita figura di merda e vengono presi per il culo di brutto.
C'è anche quello che ha la cadenza genovese, a chi interessa.
Si, perchè a un certo punto, quando c'è la corsa nel BelPaese, non si capisce se siamo a Capri o alle Cinque Terre.

Tecnicamente ineccepibile, of course.
E di lunga durata.

23.5.11

YETI (recensione minimale)


Non è che avendo smesso di fumare sono più intollerante di prima, anzi.
Ma...

mi è capitato di leggere un fumetto (si, basta riempirsi la bocca con la frocissima parola GRAPHIC NOVEL..!!!) che oltre ad aver vinto premi, pare molto apprezzato tra gli addetti ai lavori.

Cercherò di non essere volgare...

Titolo: YETI di Alessandro Tota.

Tempo di lettura 20 minuti scarsi.
No, non mi sono soffermato a guardare i disegni, non mi sembrava il caso.

La storia (d'amore sussurrato) è in linea con la tradizionale produzione Coconino.
Tutta sospiri, amore negato, tempi sospesi, interiorizzazioni, femminilità, zero azione, zero svacco, zero divertimento.

Ovviamente verso la fine del libro, si mette pure a piovere (in alternativa editoriale sarebbero cadute delle foglie secche...).

Insomma va di moda 'sta roba tra gli intellettuali del comicdom itaGLIano.
Autori itaGLIani che scimmiottano i cugini francesi...

Si, lo Yeti è graficamente carino, di derivazione minimal manga, che sembra un big-babol gigante.
Ma non mi basta.
Ho finito il libro col nervoso.



Scusami Alessandro, la tua opera, che hai composto in quel di Parigi, probabilmente ispirato come non mai, non mi è proprio piaciuta.
Questa ItaGLIa non la capisco mica più.
Ma è colpa mia (mi ripeto) che sono un povero stronzo ignorante senza sentimenti.

Non me ne volere.

2.2.11

DA MANGIARE ABBIAMO TORTA DI RISO O PRENDERLA NEL CULO... TORTA DI RISO FINITA..!



Così recitava un intelligente tormentone ad opera di due cari amici cabarettisti, sull'ospitalità dei genovesi.
Tormentone che calza a pennello per una situazione come quella del nostro popolo ex sovrano.
Un popolo contento dell'esistenza delle chiese, dal suono delle campane, rassicurato da nere sottane svolazzanti.
Contento di un Premier che fa il cazzo che gli pare con evidente strafottenza, a chiappa flaccida.
Rassicurato della falsa compagnia videoludica.
Fascinato comunque dal carro allegorico dei poteri forti.
E che comunque accetta, interiorizzando bestemmioni d'ogni sorta, gli ennesimi aumenti dei trasporti pubblici (treni e bus nel caso specifico di Genova), prendendosela però a male parole con chi gli vende i biglietti, che nulla c'entra con l'aumento.

Brutta abitudine quella di prendersela con chi non c'entra nulla.
Derivata dall'abuso dei talk show inaugurata dal sig. Maurizio Costanzo e poi allargatasi a dismisura su tutte le reti dell'infernale ipocrita scatola dei sogni, sdoganando e beatificando l'ignoranza e l'ignorante, insegnando l'invidia per il vicino fico, quello dell'erba più verde, proponendo un forsennato rabbioso abbaiare per essere.
Abitudine che ha contagiato il tessuto sociale di questo paese.
Se di sociale si può ancora parlare.

Procediamo comunque a denti stretti
credendo nei nostri importanti progetti di vita e di lavoro
scansando le intemperie
rendendo accettabile un'imposta surrealtà quotidiana
che non manca di esagerare ad ogni giorno che passa.

Auspicabile è un sonno dei mostri che generi una nuova ragione.

Ma come passa il giorno
passa anche tutto il resto.
Trattasi solo di questione di tempo.
La primavera si avvicina.

23.1.11

LITTLE MISS ITALY



Mi capita di suonare (anzi, mi capitava, visto che rispetto agli scorsi anni NON stiamo suonando un cazzo, grazie ai tagli ai comuni operati dal sig. lup. mann. Tremonti) in varie piazze del paese nelle torride serate estive.

Piazze meridionali calde, giovani ed entusiaste, piazze settentrionali più fredde, medidative et canute.

Ma in più d'una occasione nelle immobili piazze del Nord, davanti alle platee di vecchietti seduti e mezzo addormentati, schiere di bambini di varia età ballano volentieri sul nostro furore musicale.
Bambini che salvano con danze sfrenate e dadaiste, il senso del concerto e gratificano per un'ora e mezza il sudore che offriamo loro.

Spesso però, l'orrore ci si para dinanzi agli occhi.
Un orrore fatto di bimbette di un'età compresa tra i 6 e i 12 anni che si esibiscono a ridosso del palco come se fossero degli stacchetti televisivi.

Bimbette vestite come delle veline, truccate come dei viados, ammiccanti e seducenti come adolescenti in pieno fuoco ormonale.
Con buona pace dei genitori che le guardano con occhi pieni di orgoglio e soddisfazione.

Credetemi, vedere uno "spettacolo" del genere mentre sei nel turbine della performance è destabilizzante, triste ed agghiacciante.
Anche gli altri componenti della band concordano con me su questo punto.
Non si tratta quindi di un mio delirio di onnipotenza pedofila.

Ma questa è l'Italia e queste sono le veline, le ministre o le assessori del futuro.

Se poi davvero abbasseranno la maggiore età per venire incontro alle esigenze del Premier, siamo a posto, i conti tornano.
In ciò che hanno cominciato negli anni '80, era previsto anche questo.
Oggi.

21.1.11

BDSM SB



Tempo addietro
quand'ancora la fazenda italiana non era così sputtanata, dilettai la mia manina ed il mio raffinato gusto, nell'esercizio di alcune vignette a sfondo sessualpolitico.

Addirittura le inviai al Fatto Quotidiano per vedere se un'interesse lo potevano avere, ma il sig. Disegni, molto cordialmente et sinceramente, mi disse che erano troppo forti anche per loro.

Visto che non era quello della pubblicazione il fine delle vignette, ma un cazzeggio personale con cui ridere insieme ad altri gentiluomini, non le mandai a nessun altro.

Ho deciso però (sotto consiglio di un nobile marchesino toscano, lo confesso) di pubblicarle nel blog, opportunamente titolate ma oscurate e censurate nella torsione, nelle venosità, nella lucentezza del glande (flatello) e nella borsa scrotale.

Che dite, ci facciamo un bel calendario per il 2012 SENZA CENSURE..???
Sono aperte le prenotazioni e le eventuali offerte di pubblicazione da parte di stati esteri illuminati.


VOLERE VOLARE



GIOCO DI BIMBA



MESSAGGIO ALLA NAZIONE



CONCERTO GROSSO



LA CADUTA



SENZA TITOLO



PPDL (Piccolo Popolo Delle Libertà)



DURA LEX, SEX LEX



IL PASTO NUDO



IL RIPOSO DEL GUERRIERO LONGOBARDO



CARTOLINE ITALIANE

10.1.11

ITALIA PERDE, FRANCIA VINCE



Ma perchè mai...
si domanderanno (seeee, magari...) gli elettori di destra, sinistra, centro, papisti, vaticanisti..?
Ma come... la nostra bella Italia, il paese più vecchio del mondo, il paese del sole e della pizza..!!??



Beh, per tanti (troppi) motivi.
Ne dirò solo alcuni che mi vengono in mente a casaccio, per non tediarvi troppo.
Quindi non vi preoccupate.
Tra pochissimo potrete tornare a leggere riviste intellettuali come Oggi, Gente, Di Più, Chi, Donna Moderna, Amica, Cosmopolitan, Topolino, La Pimpa, Giulio Coniglio, Panorama etc etc...
O tornare a fare della ragionata opposizione di sinistra leggendo L'Espresso, Il Fatto Quotidiano e i libri di Travaglio e Beppe Grillo.



Pronti..?
Via.

In Francia dopo il terzo figlio NON paghi più le tasse.
Anche se fai un solo figlio però, hai un assegno mensile fino ai 18 anni dell'enfant.
QUI, DOPO IL SECONDO FIGLIO, HAI UNO SCONTO DEL 10% SULLE TASSE SCOLASTICHE DEI FIGLI: UN ELEMOSINA.



Gli esseri umani che si occupano di cultura (musica e danza ad esempio) sono aiutati dallo stato nei periodi di poco lavoro.
QUI, SE NON SEI RICCO DI FAMIGLIA E/O SOTTO LA PROTEZIONE DI ASSESSORI E CONOSCENZE VARIE, TE NE VAI PER CARTONI.



I bambini possono scegliere in edicola tra decina (DECINE..!) di testate a loro dedicate, addirittura suddivise per fasce d'età.
QUI VIGE LA DITTATURA DI TOPOLINO, SEGUITO A RUOTA DA GIULIO CONIGLIO, LA PIMPA, I GORMITI E QUALCHE VACCATA STAGIONALE ASSOCIATA A CARTONI ANIMATI.



Anche gli adulti possono scegliere tra una decina di riviste a fumetti o che parlano di fumetti, ogni mese.
QUI LE RIVISTE SONO SCOMPARSE E I TENTATIVI DI FARLE RISORGERE SONO TERRIBILMENTE NOIOSI.



Il biologico costa moooolto meno ed è parecchio diffuso.
QUI, COMPERARE BIOLOGICO è COME ANDARE IN GIOIELLERIA, E SPESSO CIò CHE TI VENDONO NON è BIOLOGICO: INSOMMA T'INCULANO.



La stazione dei treni e la viabilità urbana sono pregne di logica, SILENZIO e semplicità.
QUI LA STAZIONE DEI TRENI SONO RICCHE DI BOMBARDAMENTI PUBBLICITARI AUDIOVISIVI SU OGNI BINARIO E NELLE INDICAZIONI STRADALI NON CI SI CAPISCE UNA SEGA.



Gli extracomunitari sono tantissimi, di ogni etnia, lavorano tutti in pace ed armonia reciproca.
QUI SIAMO IN UN PAESE FASCISTA E PROFONDAMENTE RAZZISTA, PERTANTO GLI EXTRACOMUNITARI SONO TRATTATI COME BESTIE O COME LADRI DI MERDA.



La maggior parte dei cartelloni pubblicitari sono raffinati e propongono mostre d'arte, eventi culturali, cinema nazionale (A DECINE..!!!), fumetti. Solo una minima parte è dedicata a telefonia e generi di lusso.
QUI SEI COSTRETTO A SUBIRE PUBBLICITà DI TELEVISIONI SATELLITARI, CALCIO, CHIAPPE E TROIE, MACCHINE, POLITICA ED ALTRE CAZZATE, AVULSE DALLA VITA METROPOLITANA DI UN NORMALE CITTADINO.



Il Sig. Papa non è su tutti i giornali et canali televisivi, la chiesa non ha potere politico.
QUI IL SIG. PAPA COMANDA DA DECENNI SECONDO IGNOBILI PATTI, ESERCITANDO INFLUENZE NEGATIVE SUL PAESE, BASATE SU LEGGENDE POPOLARI, ADORANDO CADAVERI, PARLANDO DI COSE CHE NON ESISTONO, RICATTANDO I POVERI DI MENTE, CHIEDENDO SOLDI AL GOVERNO AD ALLA GENTE, INCULANDO BAMBINI ETC ETC ETC.



Insomma, potrei continuare.
Parlare del lavoro, del futuro dei figli, della buona educazione della gente.
Ma è troppo avvilente anche per me che scrivo.



Una cosa è certa.
Questo governo allegorico ce lo meritiamo tutto.
E quando tornerà la sinistra... ce la saremo meritata anche quella.
E non c'è niente da ridere.
C'è da LEVARE I COGLIONI..!



PS - Le immagini di questo post sono tratte da una rivistella mensile (sorellina più grezza di Fluide Glacial), che vanta oltre 200 uscite, nonostante si zozzona, anticlericale, volgarissima, politicamente scorretta.
Il loro sito è sito www.psikopat.com