4.9.11

SE 'TTEMBRE

Settembre.

La frescura tarda ad arrivare in questi liguri lidi, afosi e soffocanti.

L'umidità dell'aria viene allegramente assorbita da fogli ingordi, dove la matita fatica a prender forma.
Anche l'avambraccio vuol dir la sua, spalmandovi sopra spavaldo sudore e peli vari.
Carta come palude, sabbia mobile per grafite.
Pazienza, tengo la mano più leggera e porto a felice conclusione il primo albo degli X-NERD.

Mi piace il primo numero della miniserie.
Mi piace il nuovo vestito editoriale degli eroi.
Mi diverte disegnarlo.

Decisamente differente da ciò che sino ad ora avevo fatto.
Differente da ciò che si aspetta che lo acquisterà dopo l'albo dello scorso anno.
E magari nuovi lettori arriveranno a causa del supereroico che trasuda da ogni pagina.

Chi disegnerà la cover del primo albetto..?
Io, altri..?
Non sarà Giuseppe Camuncoli. Questo bisogna dirlo.
Poichè probabile è che su MEGA esca scritto che Cammo sarà dei nostri. Per un errore dovuto a fretta della chiosa pre-agostina.

E poi comincia la PRIMA scuola del fumetto di Genova.
La GENOA COMICS ACADEMY.

13.7.11

ES TATE, ES TETTE



Ma cosa volete che scriva con 'sta caldazza da bestie.
Con l'afa paralizzante, divina maccaja de zena, che mi costerna in viso e nell'intelletto.
Che io, beninteso, amo il caldo e non me ne lamento.
Quindi non mi sto lamentando.
Fosse per me, vivrei al caldo tutto l'anno.
Nudo e con le pallacce sudate da mane a sera,
a rimirar le femminili forme, generosamente esibite dalle scollature et similia.

Comunque sono all'opera sugli X-NERD.
Una bella storiella per palati fini dalla nuda penna dell'affascinante Emiliano Pagani.
Con un nuovo editore, un nuovo formato, una diversa impostazione della gabbia narrativa, una periodicità che non sarà il solito volume annuale (che te lo cagano giusto una quindicina di giorni in fumetteria, un mese se va bene, a prescindere di quanto tu abbia venduto...).
Una robina sfiziosa insomma.
I personaggi meritano.
Un fumetto con supereroi dove non si parla di supereroi.
In giro c'è ben di peggio.
Ma avremo modo di riparlarne.

E poi, da Ottobre di quest'anno, inaugureremo la prima scuola del fumetto genovese.
Genoa Comics Academy sarà il nome scelto per la nuovissima ed eccellente struttura che, insieme ad altri 4 professionisti (ed al giusto e misurato apporto di stimati colleghi e superstar nazionali), stiamo elaboramdo da alcuni mesi.
Mesi fatti di collegamenti con istituzioni, business plan, visioni orizzontali, intenzioni verticali e pietre filosofali, che stanno per avere la loro giusta epifania.


Ecco, prossimamente sul blog posterò qualcosa sulla scuola.
E magari qualche pagina degli X-Nerd in lavorazione.
Blandamente.
E perlomeno fino a Settembre, quando i primi freschelli mi ringalluzziranno i pensieri, non credo di mettere altro.

26.6.11

CARS 2 - recensione minima



A differenza della prima pellicola, questa ha una storia assai più complessa per essere assimilata da un bimbetto di 5/6 anni, a cui ancora piace "solo" vedere le macchine correre, ridere di cose surreali e buoni sentimenti sparsi e con moderazione.
I signori DisneyPixar non hanno tenuto conto dei piccoli ma solo di quelli che erano piccoli ai tempi del primo film, e che quindi ora, si presume siano più grandi e capaci di narrazioni più complesse.
E alcune cose (parecchie) sono addirittura solo per gli adulti...

Comunque, preamboli a parte, ecco i concetti base.



I biocarburanti sono buoni e la benzina è cattiva.
Le vecchie macchine a benzina non vogliono morire: non è un paese per vecchi(e) macchine a benzina...
In Italia l'unica persona che comanda è il Sig.Papa che compare in un paio di situazioni come persona più importante del paese, venerato e festeggiato come un re dal popolo meccanico.
In Inghilterra comanda la regina che è una vettura rincoglionita.
In Francia ci si sofferma invece sui monumenti anzichè su figure allegoriche di cui sopra.



A Radiator Spring ci stiamo in tutto una decina di minuti o poco più, suddivisi tra inizio e fine film.
Chi si aspetta che questa sia un'avventura di Saetta McQueen che fa un sacco di corse si sbaglia, il protagonista della vicenda è Cricchetto e la sua inettitudine che poi invece scopriamo essere un pregio.



La narrazione e l'intenzione è quella di un film di James Bond, una spy story e la macchinina più figa di tutte (anche caratterialmente) è quella dell'agente segreto che ha anche le uniche sequenza spettacolari.
Il tanto pompato (e atteso dai bimbi) Francesco Bernoulli, macchinina da corsa italiana che parla in napoletano (talvolta troppo stretto per essere compreso dai fanciulli della Padania) e avversario di Saetta in ogni corsa si rivela una delusione, è una triste descrizione caratteriale dell'italiano sbruffone, mammone, odioso, borioso e rompicoglioni.



Evidente è che l'Italia e gli italiani, in questo film, ci fanno la solita figura di merda e vengono presi per il culo di brutto.
C'è anche quello che ha la cadenza genovese, a chi interessa.
Si, perchè a un certo punto, quando c'è la corsa nel BelPaese, non si capisce se siamo a Capri o alle Cinque Terre.

Tecnicamente ineccepibile, of course.
E di lunga durata.

16.6.11

SI, GARETTE


Due mesi fa ho smesso di fumare.
In modo normale, senza motivazioni particolari.
Andò così.
Amando fare il bagno ai primi di Aprile, così feci anche quest'anno.
La meraviglia dello shock termico, che è poi lo sballo naturale che ricerco in questo caso, ha il potere di aumentare la spavalderia come un esercito di selvaggi cimmeri.
Difatti uscito dall'acqua, steso sull'asciugamano, penso:
"E adesso che cosa posso fare di pazzesco..!!!"
Smettere di fumare fu la risposta.



Dopo la prima settimana, pensierosa, mi venne la sensazione di avere due narici per respirare al posto di una, piccola e flebile, come avevo prima...
Bene, già i primi benefici, incredible.

Ma cantar vittoria, mai fu cosa più nefasta.

Difatti, tempo altri quindici giorni e il mio corpo comincia ad eruttare como el vesuvio dei bei tempi.
Cose dell'altro mondo, febbre, fluidi di colori misteriosi e alieni, sudori freddi, tossi canine, ululati, conati a vuoto, emycrania.

Resisto.
Resisto per un mese.
Qualche amico mi aveva avvertito: "Te ne pentirai amaramente..."
Altri invece: "A me è durato sei mesi, poi passa..."

Poi, il malessere si quieta per pochi giorni, poi torna con tutti i mostri sopra enunziati.

Resisto un'altra settimana.

Macchè, febbre di nuovo.
Allora oggi, dopo rimedi omeopatici, miele, propoli, frutta, stregoneria, moccoli, vado dal medico.

Risultato.
Capita spesso che chi smette di fumare abbia un infiammazione bronco polmonare, anche peggio della mia (e stento a crederlo), che si trasforma nel tempo, se trascurata, in una bella bronchite di buon peso.
Quindi, antibjotici e spruzzino per l'asma come i teenager dei film d'orrore americains.

Inutile dirvi come sia dura disegnare i nuovi, funambolici, inguardabili X-NERD, in queste condizioni di delirio e botta da post capodanno. Ma tant'è, per voi, questo ed altro...
Anf.

31.5.11

ZAGOR ONE


Zagor lo leggevo da piccino.
Za-gor-te-nay.
Un uomo vestito anni '70, ostinatamente ancora oggi, con una casacca che gli ho sempre invidiato.
Jeans stretti, stivalazza, maglia aderente, pistola e mostri..!
Sorvoliamo su Cico.
Cmq molto meglio di Tex, altro che...

Ho nitide rimembranze di una stalla abruzzese (ove solevo passare i mesi estivi), sprofondato nella paglia odorosa, a leggere lo spirito con la scure e Mister No di Comparuccio Franco, il figlio della Tucclana.
Giorni non sospetti, giorni spensierati a fare un cazzo.
A leggere un fumetto d'avventura scanzonata con venature horror.
Horror, non fantasy.
Si, perchè il fantasy non lo digerisco per nulla.
Non amo il signore degli anelli.
Preferisco Conan il barbaro, sword and sorcery.
Ma vabbè, son gusti personali.
Quando Zagor prendeva una piega fantasy passavo ad altri albi.

La comparsa in edicola dello Zagorone, in un certo senso, mi ha fatto pensare che forse, magari, in prossimità dell'estate, in onore dei disegni epici del Maestro Gallieno Ferri, avrei potuto acquistarlo e leggerlo seduto all'ombra di un albero, in onore alla nostalgia fanciullesca che amo coccolare, di tanto in tanto.
Perderci un'oretta scarsa in odor di malinconia.
Insomma, il personaggio compie 50 anni, vuoi che non abbiano fatto un'operazione in stile classico per riacchiappare (e accontentare) i vecchi lettori..?

E invece...

La copertina mi garba, bella potente, un solido, classico Ferri G.
Con colori belli acidelli e tanto nero.
Mi ispira...
Poi lo sfoglio e non è Gallieno il disegnatore.
Disegni con pochi neri, essenziali, quasi ligne claire, boh... roba mollina.
E poi draghi, draghi, draghi...
Che merda.
Per il modico prezzo di 7 euro..?
Una mazzata clamorosa al portafoglio per una storia di Zagor coi draghi e la gente con le orecchie a punta..?

No grazie.
Magari piace ai ragazzetti, ma... tenetevelo pure.

23.5.11

YETI (recensione minimale)


Non è che avendo smesso di fumare sono più intollerante di prima, anzi.
Ma...

mi è capitato di leggere un fumetto (si, basta riempirsi la bocca con la frocissima parola GRAPHIC NOVEL..!!!) che oltre ad aver vinto premi, pare molto apprezzato tra gli addetti ai lavori.

Cercherò di non essere volgare...

Titolo: YETI di Alessandro Tota.

Tempo di lettura 20 minuti scarsi.
No, non mi sono soffermato a guardare i disegni, non mi sembrava il caso.

La storia (d'amore sussurrato) è in linea con la tradizionale produzione Coconino.
Tutta sospiri, amore negato, tempi sospesi, interiorizzazioni, femminilità, zero azione, zero svacco, zero divertimento.

Ovviamente verso la fine del libro, si mette pure a piovere (in alternativa editoriale sarebbero cadute delle foglie secche...).

Insomma va di moda 'sta roba tra gli intellettuali del comicdom itaGLIano.
Autori itaGLIani che scimmiottano i cugini francesi...

Si, lo Yeti è graficamente carino, di derivazione minimal manga, che sembra un big-babol gigante.
Ma non mi basta.
Ho finito il libro col nervoso.



Scusami Alessandro, la tua opera, che hai composto in quel di Parigi, probabilmente ispirato come non mai, non mi è proprio piaciuta.
Questa ItaGLIa non la capisco mica più.
Ma è colpa mia (mi ripeto) che sono un povero stronzo ignorante senza sentimenti.

Non me ne volere.

5.5.11

SEGHE E NEBULOSE



Eh si,
col tempo ho perso la passione al blog.
Anzi,
mi sembra sempre più
un onanismo schizoide pressochè inutile.
Coccolare l'ego fa più male che bene.

Oltre ad essere, in parte, una perdita di tempo.

Quindi è tanto che non sputo veleno su quello o quell'altro.
Perchè m'importaunasega.
C'è qualcosa che non mi quaglia.

Questo blog (e la maggior parte di essi) tratta d'opinioni personali, di cazzi privati, di considerazioni non indispensabili.
Non è informativo di nulla (a differenza invece del blog dell'amico Luca Boschi che è divulgativo con un pizzico d'opinione leggera), se non del mio opinabile punto di vista.

Trovo più sensato aprire uno spazio diverso, una diversa struttura d'opinione,
magari sempre in forma di blog ove scannarsi,
ma dove non sia l'autore a farsi le pippe, bensì un personaggio di fantasia che rappresenti un modus, una categoria ben definita.
Come fanno gli amici di Don Zauker, ad esempio.

E poi creare un piccolo scandalo che sennò non ti caca nessuno.

Insomma, qualcosa di più mirato.
E qualcosa ho in mente.

Qualcosa di offensivo, di feroce, di pugnace, per l'aberrata percezione nazional popolare.
Ma in realtà da ridere.
Solo che ultimamente la capacità di ridere del popolo padano si è affievolita parecchio.
E che ci vuoi fare, è un dato di fatto, bisogna andarci contro per forza.
Con megafoni belli potenti, altrochè.
Così è più facile che si offenda questo o quello, e che si crei quindi il caso mediatico.
Si, ci vuole qualcosa del genere.

Sto meditando il cosa e il come.
Si parlerebbe di attualità e fumetti.

E mi piacerebbe anche legarlo ad uno spettacolo.
Legarlo agli X-Nerd, a Pasol.
Alle donne.
Alla phynocchieria.
Al bigottismo qualunquista.

Quando..?
Boh.
Tempi strani.
Poche risposte.
Parecchie domande.
Alcune maledette aspettative, probabilmente da abbandonare.
Nulla bisogna desiderare.

Difficile esercizio.
Non impossibile.

Fiere del fumetto che non si capisce bene se funzionano o no.
Editori vecchi e nuovi che non si capisce bene se gliene frega o no degli autori e delle proposte che gli fai.
Lavoro che non si capisce bene se arriva o meno.
Beati e santi che non servono a un cazzo.

Adunque,
stampare roba nuova o prendersi un anno sabbatico..?
Preparare nuovi fumetti o mandare in culo tutti quanti e tornare a fare il barista..?
Sempre ammesso che a 40 anni trovi ancora qualcosa.

Poi, con un colpo di reni ed uno scatto d'orgoglio meridionale, mando in stampa il nuovo libro di Giorgio Rebuffi, quello sulla produzione di Reb per l'editore Bianconi negli anni '50, come promesso sul sito www.ottag.it (si, era in forse anche se diversamente annunciato...)
Grazie all'aiuto economico di amici vicini e sinceramente appassionati.

E comunque vada si va avanti.

Ah, poichè vi sarà indispensabile saperlo:
ho smesso di fumare da alcune settimane.
Quanto tempo si perde con le sigarette.
Parecchio.