31.1.13

SACRE RISCRITTURE A FUMETTI




Una delle discipline olimpiche più in voga negli ultimi decenni è la riscrittura della storia, dei fatti, delle verità.
Così diffusa ed efficace che oramai si applica a tutti i livelli, dalle riscritture di stato, di religione, di provincia e di paese, omettendo collaborazioni, fonti scomode e "diversamente utili".
Certo, qui nell'ex-belpaese ha assunto proporzioni monolitiche ma... non ce ne stupiamo.
Non per niente si dimostra ancora e sempre, agli occhi del pianeta pensante, d'esser culla della cultura, a tutti i livelli.
Una cultura d'offesa e del primeggiar scortese che buona e giusta influenza ha sulle masse popolari.
Masse indotte, assuefatte al bisogno e alla preoccupazione di aver idoli da ammirare e da cui trarre beneficio (anche economico), da proteggere coll'arme e coi denti e a cui dar sempre ragione.
Una strategia sull'inconscio collettivo costruita a tavolino dagli anni '60 (il boom economico) i cui risultati si sono cominciati a intraveder già negli anni '80.
La pigrizia popolare dell'italiano medio(cre) che, adulato da concetti e oggetti per non ragionare, non ricerca più fonti, non indaga sulle verità, prende per buono quel che trova arrivando a desiderare e acquistare un cibo mentis già masticato e digerito dalla prima rivista da cesso che si ritrova tra le mani o tra i pixel dello schermo TV/PC.

Ma si, ma si...
è la solita parabola fantapolitica del menga, ma...
Lo vorrei ricordare e sottolineare ancora.
Ossessivamente impenitente combattente.
Un atto romantico e rivoluzionario.
Perchè non si può continuare a far finta di niente...

Purtroppo per i vecchi scorreggioni in cerca dell'ennesima ostentazione celebrativa personale con cui ipernutrire ego e portafogli, si ostina ad esistere una piccolissima resistenza di personcine a modino, ancora poco organizzata a causa di un'ancestrale pigrizia ma agguerrita e letale in caso di brusco risveglio, un piccolo club di amanti della verità da sempre vigile seppure in quiete, che d'ora in poi farà scudo, anche con maniere forti, cercando laddove sia concesso, di correggere eventuali sbavature, omissioni, infamate di ogni entità o enormi rumorose cazzate di fatto e di concetto che tanto piacciono agli interessati e ai collusi.
E dunque che succede...?
Che i sepolcri imbiancati di alcune zone del fumetto italiano, intravista all'orizzonte l'ombra dell'oscura signora e del nuovo che avanza, si stanno riunendo NON per espiare le proprie colpe di tutta una vita, bensì per studiare nuove strategie di offesa, allevando nuovi giovini infami affascinati dal lato oscuro, per risuonare sul lungo termine, per un attacco definitivo e soffocare l'urlo della libertà, della bellezza e della verità una volta per tutte.
Ci tocca quindi (e volentieri) di allargarci anche a noi, di stringer nuove ed efficaci alleanze per arginare e al meglio fronteggiare i nuovi orizzonti del male.
Prepariamo fatti nuovi e l'eventuale filo spinato.

15.12.12

NAZI ONE




Certo che la nazione è stanca davvero.
Allo stremo.
Un punto interrogativo al minuto.
Mondi paralleli come le terre numerate dei fumetti di supereroi convivono forzatamente sulla crosta terrestre. E sulla penisola dei bagonghi.
Parole come rospi e serpenti dalla bocca di tutti, me compreso.
Ma quel che posso dire io, non ha il peso di chi muove fili in generale.
Fili grossi, fili piccoli, filamenti che siano.
E nuovi ciucci glamour da succhiare e tenere al collo per fumatori trendy o privi di palle e volontà.
Gente privata delle palle e della volontà che s'abbandona al nulla di una sigaretta elettronica vivendola come un peccato, quasi a nasconderne il gesto nel ciucciare il tubicino, con convulsa vergogna come tradizione cattolica© impone.

Quindi ultimamente, vuoi anche che mi son rotto di molto i coglioni di quest'aria fessa, preferisco tenere un basso profilo in netta antitesi "al profluvio di scoreggie che già profuma l'aria (cit.)".
Un profluvio di scoreggie che dal fumettomondo si sposta sui palchi musicali, dai ricevimenti alle gallerie d'Arte, dai teatri ai parlamenti, dalle strade alle case, dal cucchiaio alla città (questa chiosa la capiamo in tre ma vi aiuto. Bauhaus...?).

E nell'intimità delle nostre stanze bastano oramai una manciata di frasi scritte con getto sincero su un social o similia per scatenare ira (e invidia dell'altrui anarchia di vita e d'espressione) in ogni dove, a seconda della percezione dell'interlocutore col culo stretto e più o meno stressato.
Interlocutore che può essere anche un conoscente, non per forza un estraneo a cui si parla via mail.
E bella fregatura anche le mail.
Ma stiamo allegri.

L'Italia è una repubblica di matrice mafiosa.
Mafioso è lo stato e mafiosi i partiti con tutte le diramazioni del caso.
E tutti gli allegri compagnucci della parrocchietta.
Lo ha quasi capito anche lo scemo del villaggio, seppur continui a preferirsi allineato per nulla rischiare.
Mafiosi, spesso e volentieri, sono i rapporti interpersonali fatti di aiuti a te, aiuti a me, non ti sputtano a te, non mi sputtani a me. Tutti contenti e ci piace così.
Che poi, girato l'angolo, spenta la luce, chiusa la porta, non gliene frega più un cazzo a nessuno.
Come maestra politica Italia insegna.
Si, una bella sega.
Dove sta la verità?

Dietro ad ogni interpretazione ella vive e difficilmente s'accorda.
Perchè l'aria ha odore di convenienza e favore (da ricambiare prima o poi, come i regali di Natale) a meno che l'istintiva percezione amichevole che si ha con pochissime anime affini sollevi dal senso di colpa latente che ci hanno inculcato fin dalla tenera età i cari timorati genitori e il sistema cattolico fascista di cui tanto va fiero il bravo cittadino.
Inocula il mio germe borghese.
No grazie, semmai ripasso.

E poi un gran scaricare barili in ogni dove, sport nazionale in cui l'italiano eccelle anche a giro pel mondo. Furbetto mirabilmente sdoganato dalla storia degli ultimi trent'anni e sapiente collezionista di figure di merda davanti al normale senso civile delle nazioni in cui si reca in visita.

I danni culturali sono incalcolabili, così enormi dall'essere obliati in toto per evitar sbattimenti.
Meglio continuare a foraggiare la giusta merdosità che tanta sicurezza continua a garantire al popolino che produce, consuma, crepa.
Calcio, culi e cazzate.
Soldi, sesso e successo.
Son banalità talmente disarmanti che ribadirle mi par cretino.
Eppure...

Lo scollamento tra generazioni è conclamato.
Gli anziani genitori, terrorizzati dalla mancanza di un Padre Pio© (che brilli più che altro sulla carta da culo delle infami ributtanti riviste di gossip e cultura da sala d'aspetto di medici e parrucchiere) in carne ed ossa che possa confortarli con pezzuole inumidite di sputo taumaturgico, con vincite milionarie alla Lotteria e alle Slot da tabaccheria, angosciati da indecifrabili pagine economiche intonate dall'amichevole apparecchio televisivo, sono definitivamente schierati in formazione difensiva e vomitano mortifera inerzia sui figli e sui nipoti, putroppo ancora vivi, vispi e proiettati ostinatamente verso un futuro del fare cose.

La gerontocrazia non ha pietà e ragiona con la morte a braccetto.
Anche quest'anno l'Italia è il paese più vecchio di tutta l'Europa.
Anche quest'anno la Liguria è la regione con più vecchi d'Italia e con un'età media di 48 anni.
E la mia generazione è stata cancellata, non pervenuta.
I ventenni invece gli servono temporaneamente per riempire le pagine della militanza e della dissidenza studentesca, per l'opinione pubblica.
Come possono dei vegliardi arraffoni over 60 suscitare in me (e in chiunque altro italiano razionalista sotto i 45 anni) un sereno sentimento di fiducia e legiferare pro futuro nazionale...?
Perchè devo morire costretto da un'anestetica sospensione quotidiana in una città che somiglia a una latrina a cielo aperto, con servizi inesistenti, costo della vita tra i più alti del paese e dove è diventato difficilissimo anche spostarsi con i mezzi pubblici...?
Come posso guardare il mio figliolo e proiettare su di lui l'indotto inerte immobilismo nazionale...?
Con quale etica e coraggio di padre...?

Ok, basta così.
Mi organizzo.
Si cominci il 2013.

15.10.12

L'UNICO MODO POSSIBILE





Nell'ultimo ventennio abbiamo assistito ad alcuni tentativi di creare una serie supereroistica tutta italiana i cui modesti risultati sono coperti dall'oblio.
Io stesso li ricordo vagamente perchè non mi hanno mai convinto del tutto.
Rimembro a tratti di averli trovati, sfogliandoli all'epoca (negli anni '90), tutti piuttosto superficiali e scimmiottanti gli albori della IMAGE COMICS americana (il che è tutto dire...).
Il problema credo sia l'Italia stessa intesa come territorio narrativo, che poco o nulla ha da offrire per narrazioni e super-giustizieri del genere.
Gli unici personaggi nostrani in tuta aderente che hanno "bucato" il cuore e l'immaginario del pubblico sono stati DIABOLIK, ZAKIMORT, KRIMINAL, SADIK... e i neri in generale.
Ancor prima è bene citare i primi eroi mascherati AMOK, ASSO DI PICCHE, MASKAR... e in un certo senso ci possiamo infilare, anni dopo, anche ZAGOR per la maglietta aderente colorata e il logo in evidenza, per gli stivali al ginocchio, per i mostri e meraviglie sparse.

In definitiva quelli che nella memoria collettiva avevano la calzamaglia sono i ladri e gli assassini, un ruolo "molto italiano" e riconosciuto a livello popolare, oggi addirittura rivalutato e consacrato come l'unico MESTIERE possibile per alzare del grano e unica immagine percepita dell'italian style, nel mondo pensante.
Resta il fatto che, italiche genti che svolazzan per i tetti delle città non rendono l'idea, nossignore.
Anzi, a ben vedere è ridicolo.
Inutile forzatura e tentativo di imbarbarire ulteriormente quel poco che resta della cultura fumettistica popolare, in coma dagli anni' 80.
I supereroi americani li devono fare gli americani, che capiscono il YOU CAN e il "potere e la responsabilità" e non noi, che siamo un paese di scaricabarili, di giratori di frittate professionisti, e di voltagabbana olimpionici.
Per questo, a nostro modestissimo parere, l'unico modo per rappresentare onestamente un supereroe brianzolo, padano o meridionale che sia, è di farlo "all'italiana", con piglio cinico, satirico e grottesco ma venato di neorealismo pasoliniano.
Si, certamente filtrato attraverso la lente del moderno american style per farsi capire da chi è abituato a mangiare pane e supereroi, ma mixato con la disillusione concreta del sangue, della merda e della disperazione che ci distingue come popolo dal resto del mondo, oggi.
Ecco perchè hanno ragion d'essere (e di apparire), gli inguardabili X-NERD.

Ma basta discorsi, l'ora è giunta...
Mettiamoci la calzamaglia e andiamo a fare il cazzo che ci pare...!






P.S.  - Sarà disponibile per LUCCA COMICS dal 1 al 4 NoveNbre, allo stand ANNEXIA (E319 - padiglione GIGLIO), oltre al balenottero di 336 pagine celebrativo dei 60 anni di TIRAMOLLA, il volume cartonato a colori X-NERD - PRIMA CROCIATA di Emiliano Pagani e Laca.
E questo si era capito da teNpo...

... ma alcuni di voi si chiederanno:
"Perchè mai, se possiedo l'albetto spillato di 32 pagine (licenziato lo scorso noveNbre da 001edizioni), dovrei acquistare un volume che ha dentro le stesse pagine che ho già letto..?".

Ebbene, cari voi, ci sono alcune differenze e migliorie non trascurabili che lo portano ad esser un nuovo  numero uno oltre al fatto che il volume propone l'intera miniserie (si, è un P.S. lunghetto):

- i contenuti di Realtà Aumentata sono differenti (SI, siamo ancora i primi in Italia ad averceli e proporli, l'anno scorso eravamo primi dell'Europa fumettistica)

- la maggior parte delle 30 tavole già proposte sono state ritoccate nel colore, luci e ombre dal nostro Andrea Piccardo

- se lo prendete allo stand potrete approfittare del prezzo "speciale fiera" di 10 €...!!!
Uno sforzo immane (siamo un Associazione Culturale senza scopo di lucro) per offrirvi un cartonato a colori di 100 pagine ad un prezzo minore di quello di un brossurato standard da fumetteria, per venire incontro a nuovi lettori ed a voi che avete già l'albetto (fatevi due conti e ci arrivate da soli, care testine). P.P.S. ... in fumetteria costerà 12 €, sappiatelo.

- le pagine sono più alte di ben 1 cm. (questa non ve la aspettavate eh..?)

- ci si fa dedica e disegnino (con cazzi o senza, a discrezione del pubblico)

- oramai le prime 30 tavole (nella versione non aggiornata) si trovano GRATIS da leggere e rileggere sul sito di ANNEXIA (e di Giorgio Rebuffi, nostro mentore e maestro, è bene ricordarlo) www.ottag.it

- è il primo fumetto in Italia ad essere GAY FRIENDLY, anzi, decisamente di più... è il primo fumetto BEAR FRIENDLY di supereroi prodotto in Italia.
Con tanto di eccellente intervento critico del signor Filippo Messina.

- l'albo vede la partecipazione straordinaria di Bob Callero (non sapete chi è...? Andate a studiare, animali!!!) che già da solo vale il prezzo di copertina...!

Vi aspettiamo numerosi.

30.9.12

EIDOS



"IDEA", EIDOS, viene da IDEIN, "vedere", si riferisce a un sostantivo con due significati:
- una cosa vista come forma
- un modo di vedere, una prospettiva

Le nostre invenzioni quotidiane cominciano come idee da cui successivamente deriva il potere materiale.
Ciò che non coincide è pensare ad un inventore come a un individuo prigioniero di altrui ignoranze, inerte, stressato, rabbioso, "grasso come il burro credendo d'esser potente come un fucile" citando Goering.
Il fatto che oggi ci immaginiamo come una nazione di vittime generiche denota il vuoto spirituale della nazione stessa.
Certo, non siamo un popolo che la sera tira tardi a parlare del sol dell'avvenire, preferiamo piuttosto obliare il vittimismo stesso con la collaudata ricetta tutta italiana a base di chiappe, calcio, gossip, PadrePio©, melodrammi e tragedie.

Osserviamo ancora l'idea, stavolta in trasparenza.
Ci si trova spesso convinti, da un'umanistica illusione, di esser noi a crearle con la nostra testa unica e irripetibile, con lo sghiribizzo egoico e spocchioso di chi è convinto di metter a guinzaglio la libertà del fulmine, ma: "Noi siamo vissuti dai poteri che vogliamo far credere di capire" (W. A. Hauden)

L'idea è immortale, non si abbatte, contrariamente allo stanco ideatore.
Al massimo, se dovesse soccombere, cambierebbe semplicemente veicolo, strumento, contenitore.
E continuerebbe a vivere indisturbata per decenni in qualche ripostiglio della mente, pronta a spuntar fuori a cambiare visioni, a darci una sveglia all'improvviso.

Ma domani..?
Saremo alfine stanchi degli ambiti mentali ai quali siamo affezionati e pronti alla devastante forza distruttiva delle nuove idee..?
Certamente non applicabili in prima battuta sul territorio italiano, oramai ampiamente contaminato dal vuoto e dall'inerzia.
Ma c'è tutto un mondo intorno.

4.9.12

EPICO SUPEREROICO


Chi è Talia..?
Chi è Harvey Dent..?
Quanti ricordano il ruolo di Ras Al Ghul..?
Quale è stata l'evoluzione di Gordon..?
Ricompare lo spaventapasseri..?
E la bellezza del vecchio rispettoso e commosso Alfred, sempre più preoccupato ed apprensivo..?

Insomma, se non si conosce un poco la mitologia del pipistrello fumettistico e non si ricordano bene i due film precedenti, non si può godere appieno la nuova pellicola.
Proprio per niente, nossignore.

Il film di Batman, il terzo della trilogia di Nolan, è quanto di meglio e adulto sia mai stato fatto sull'argomento cinecomics sino ad oggi.
Una parola definitiva e difficilmente superabile, se non da Nolan stesso.
Solo lui potrebbe evolvere ulteriormente il ruolo supereroico in modo serio e distaccato, ma dubito che lo faccia.
Pare che la trilogia sia compiuta e terminata l'avventura con il pipistrello.
In effetti con un finale del genere.

Ma alcuni si sono annoiati, lamentati, rimasti titubanti, pensierosi.
Che era troppo lungo, o con parti inutili, o troppo light il cattivone Bane che non è abbastanza descritto, approfondito e nemico come lo fu il Joker.
E meno male, mi permetto di dire.
Qui il nemico super non c'è, il male è qualcosa di più largo concetto, sono i soldi, la politica (a tutti i livelli), il potere.
E poi il film con il clown psicopatico nemesi del pipistrello ed arcinemico pericolosissimo è stato già fatto.
Che senso ha farne un'altro simile o riecheggiante..?
Bravo Nolan. Epico.

E poi, in fondo è un film sui supereroi dei fumetti.
un eccellente film di genere che si proietta verso qualcosa di archetipico.
Che tende spavaldo ad una mitologia della morte, del dolore e dell'espiazione.
Tutte tematiche che amo e, mi rendo conto, possono non incontrare il favore e le emozioni di molti.

D'altronde non è semplice rendere credibile un eroe dei fumetti.
E i gusti sono gusti.
Guardiamo gli altri film fatti sino ad ora, quali orrori inutili e dimenticabili.
Il ridicolissimo Capitan America, il finocchissimo bamboccione Thor, gli ultimi pallosissimi Superman, gli inutili piattissimi Vendicatori, il senza storia Ghost Rider etc etc etc.
Che invece hanno fatto la gioia di milioni di appassionati..!
Personalmente, gli unici film di genere calzamaglia e/o supereroi che mi hanno sino ad ora garbato e che considero divertenti e degni di una visione sono stati solo i due Hellboy (perchè non si prende sul serio), i primi due X-Men e i primi due Spider-man di Raimi.
Insomma, non a caso sono trattamenti diretti da registi di un certo livello immaginifico e descrittivo.

Ecco, divertente l'ultimo Spiderman con Lizard. Non mi ha annoiato.
Nonostante la pioggia di critiche negative dagli addetti ai lavori, io spezzo una lancia a favore.
Perlomeno si sono sforzati di confezionare un film abbastanza Nocturniano (chi mi capisce..?).
Un film che può interessare anche un fanciullo e un adolescente un poco cupo.
Anche se Raimi è altra storia, un raffinato giocattolaio, ci mancherebbe.

Bene, basta così.
Se lo andate a vedere, documentatevi un minimo, almeno sulle pellicole precedenti giusto per collegare personaggi ed atmosfere, altrimenti accontentatevi delle Scamarcionate italiane in uscita a SetteNbre ed il meraviglioso mondo del digitAnale terrestre (...anche se, vi dirò, il trailer di "E' stato il figlio" per la regia di Daniele Ciprì mi ha ispirato particolarmente. D'altronde Cinico TV ha avuto un senso).

26.7.12

VUOTI A RENDERE



Quel che hanno fatto della cultura non ha bisogno di ulteriori presentazioni.
Eh si, lo so, è vero, mi rendo conto, ripeto sempre le stesse cose come un disco (dis)incantato.
Ma il conclamato gravissimo disastro è quanto mai pericoloso.
Orrendamente acuito dall'inesistente cibo mentis dedicato al fanciullo.

I bambini non hanno niente da leggere = il futuro è morto

No, neanche l'uomo ragno possono leggere, come ai nostri tempi della Corno, tanto meno gli altri supereroi.
Troppa continuity, se prendi un albo a caso in edicola, oggi, non ci capisci nulla.
Saghe (e seghe) troppo lunghe, spalmate su 6/8 numeri, continuity a parte.
A livello educativo, evocativo e immaginifico vale zero.
Anche se pieno di eccellenti professionisti, la meraviglia semplice ed estetica di KirbyRomitaColanBuscema non esiste più. Ma quello è anche giusto così. Forse.

Cosa rimane..?
Il Giornalino non fa testo.
Fumetti di preti simpaticoni ma oscurantisti e medioevali spot sull'amicone Jesus, li brucio in toto.
Un bel falò come buonanima Giordano subì e bestemmioni vari.
E l'auspicio che il Vaticano possa cadere quanto prima.

Bonelli e bonellidi non riesco a consigliarli a nessuno.
Disney non la prendo neanche in considerazione.
Diabolik invece lo propongo anche ai bimbi.
E anche NIRVANA.

Ciò che resta sugli scaffali appesantiti da DVD, borsefrigo e CrocifissiDaCollezione, sono glaciali paginette allegate a gadget.
Paginette con mediocri fumettini di 5/8 pagine, una precoce eiaculazione narrativa.

Perchè l'importante è far leggere poco i nostri ragazzi, cosicchè possano immediatamente tornare all'amata lobotomia del videogame (che coglie anche gli adulti, beninteso).
E chi non ama i videogiochi non s'allarmi, può rimbambirsi con infinite repliche di cartoon 24oresu24 sui tanti nuovi canali digitali.
Si, certo, meglio imparare a memoria i dialoghi di Gumball (il migliore tra i cartoni dei palinsesti), SpongeBob e Mucca&Pollo che l'attodidolore, of course.

Ma meglio e più sensato sarebbe stato che, visti i 60 anni di Tiramolla, qualcuno si fosse degnato di chiamare per proporre la stampa di un bel librozzo celebrativo sul personaggio.
Sulla nascita di un personaggio emblema del fumetto comico italiano e che conoscono anche i sassi.
Perchè magari, entità enormi come Rizzoly o Mondadory, avrbbero diffuso il cartaceo meglio di quanto possa io con ANNEXIA.

Ma invece niente, ci pensiamo, al solito, io e Giorgio, e i coraggiosi onesti appassionati collaboratori che da sempre ci spalleggiano nella ventura.

Attenzione, io sono ben fiero ed onorato di curare e mandare in stampa un volume di tal livello, per carità.
Capirete però che la cosa suoni piuttosto surreale.

Il volumotto, comunque, sarà generoso, come d'abitudine.

Nel frattempo, in Francia, le cose andavano e ancora vanno, diversamente...

9.6.12

MUSICARELLO ITALIANO


Sei un musicista.
Sei uno figo.
Allora sei uno che piace alla gente, uno divertente.
Allora dai, vieni nel mio locale a suonare.
Quanta gente mi porti...?

Prima si poteva parlare quasi di un lavoro.
Aveva senso suonare e sbattersi per farlo, si osava pensarlo in un divenire costruttivo, perlomeno nella stagione estiva, ricca di feste di piazza e festival di vario spessore.

Alla luce scura dei nuovi andazzi del BelPaese, essere musicista oggi ti piazza direttamente alla stregua di un cane senza fissa dimora.
Attenzione, non di un cameriere di catering o barista del locale ove ti esibisci, che comunque ha accesso al bar, al cibo che gli garba, e mal che vada saranno di sicuro pagati all'ora per il servizio della serata. No.

Si è divenuti, nel tempo, come docili animali da compagnia, anche vagamente rompicoglioni e invadenti, che se ti allungano un poco di pasta su un piatto di carta è tutto grasso che cola.
Una bottiglia di vino cancarone..? Un lussuoso privilegio.
Si deve essere, però, sia ben chiaro a tutti, a disposizione per un intero pomeriggio/sera ad un prezzo stracciato, ridicolo, insultante.
Dopo ore e ore di prove, dopo il tradizionale carico/scarico strumentazione dal furgone (con sole o pioggia non importa) e tutto il resto.

Per quanto riguarda il prezzo, che sia un amichevole elemosina o meno è frutto della cattiva abitudine di considerare il musicista un simpatico e strano personaggio che si diverte a priori, e diverte anche il pubblico intrattenendolo...
Si potrà quindi, per la tranquillità della massificata percezione popolare, fare a meno di ragionevoli cachet, perchè la soddisfazione personale, di questi tempi straniti, è già un bel pagamento. Soprattutto in virtù della grande tradizione cattolica italiana basata sull'inadeguatezza, sulla vergogna e sul sacrificio.
Oppure, se il gestore del locale è un amico con cui si ha piacevolezza d'intenti, allora posso essere io (e solo io, nel senso di gruppo che suona) ad accondiscendere, contrattare, accettare un compenso sotto il livello normale. Per amicizia, stima.

Ma quest'ultima opzione suona romantica, rara... e in giro ci sono personaggi ben peggiori.
Persone che hanno imparato dai figli di puttana professionisti ad approfittare banalmente dalla mitologica, insormontabile CRISI d'inizio secolo, dimezzandoti il cachet e pretendendo corteggiamenti e salamelecchi con mezzo metro di lingua fuori, perchè comunque ti fanno suonare. Ti danno un senso. Altrimenti tanti saluti e te ne stai a casa.
Chiameranno piuttosto il ricco, annoiato personaggio, che è magari anche loro cliente abituale, che verrà a suonare anche gratis, uccidendo così ulteriormente, un mercato già cimiteriale.
Tanto ci sarà sempre, un Bertoncelli o un prete, a sparare cazzate.

Non mi dilungerò sulle nuove razze in voga dagli anni '90, di nuovi spietati gestori, che tengono su vassoi d'argento mitologici DJ perchè gli riempiono il locale e le casse di consumazioni.
Una logica esclusivamente basata sul profitto, che premia solo il quantitativo di pizze, birre e panini scontrinati in cassa, al posto di una costruttiva proposta culturale.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE, SECONDO LEGGI VIGENTI, L'ESIBIZIONE DAL VIVO IN UN LOCALE PROVOCA UN ABBATTIMENTO DELL'IVA ALL'ILLUMINATO GESTORE DEL LOCALE.

Vi siete mai domandati come mai in molti locali, è possibile trovare personaggi con una tastierina, nascosti da un lato, in ombra, che fanno finta di suonare ma mettono in realtà dischetti registrati..???
Ricordiamoci sempre che in questa caricatura di paese, ogni leggina che i parlamentari ci donano, viene subitamente aggirata.

Da qui lascio l'intelligenza di ognuno, meditare opportuni pensieri.

Anche per questo l'Italia è un posto culturalmente impreparato al futuro e peggiore di prima.
La scusa della crisi è allettante per tutto il sistema parassitario che fa del profitto (costruito ad arte sul culo dei miserabili, musicisti in questo caso) l'unica ragion d'esistere.

Anche per questo motivo, potrà sembrar banale, sono meno felice del mio paese d'origine.
C'è da dire che in altre nazioni NON è così.
Basta saperlo.