2.2.11

DA MANGIARE ABBIAMO TORTA DI RISO O PRENDERLA NEL CULO... TORTA DI RISO FINITA..!



Così recitava un intelligente tormentone ad opera di due cari amici cabarettisti, sull'ospitalità dei genovesi.
Tormentone che calza a pennello per una situazione come quella del nostro popolo ex sovrano.
Un popolo contento dell'esistenza delle chiese, dal suono delle campane, rassicurato da nere sottane svolazzanti.
Contento di un Premier che fa il cazzo che gli pare con evidente strafottenza, a chiappa flaccida.
Rassicurato della falsa compagnia videoludica.
Fascinato comunque dal carro allegorico dei poteri forti.
E che comunque accetta, interiorizzando bestemmioni d'ogni sorta, gli ennesimi aumenti dei trasporti pubblici (treni e bus nel caso specifico di Genova), prendendosela però a male parole con chi gli vende i biglietti, che nulla c'entra con l'aumento.

Brutta abitudine quella di prendersela con chi non c'entra nulla.
Derivata dall'abuso dei talk show inaugurata dal sig. Maurizio Costanzo e poi allargatasi a dismisura su tutte le reti dell'infernale ipocrita scatola dei sogni, sdoganando e beatificando l'ignoranza e l'ignorante, insegnando l'invidia per il vicino fico, quello dell'erba più verde, proponendo un forsennato rabbioso abbaiare per essere.
Abitudine che ha contagiato il tessuto sociale di questo paese.
Se di sociale si può ancora parlare.

Procediamo comunque a denti stretti
credendo nei nostri importanti progetti di vita e di lavoro
scansando le intemperie
rendendo accettabile un'imposta surrealtà quotidiana
che non manca di esagerare ad ogni giorno che passa.

Auspicabile è un sonno dei mostri che generi una nuova ragione.

Ma come passa il giorno
passa anche tutto il resto.
Trattasi solo di questione di tempo.
La primavera si avvicina.

1 commento:

  1. e a un anno di distanza ancora nulla... come recitava un "eroe"... "Più le cose cambiano, più rimangono le stesse" - HalTheDuke

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